Il 2 Agosto del 1980, alle ore 10:25, un ordigno esplosivo di grande potenza brillò all'interno della stazione ferroviaria di Bologna. La deflagrazione della bomba causò la morte di 87 persone e il ferimento di altre 177, trasformando questo evento nella più grossa strage che la storia d'Italia ricordi. Non furono subito chiare le cause di questa tragedia: alcuni parlarono del malfunzionamento di una delle caldaie della stazione, altri di vero e proprio attentato terroristico.
Il governo dell'epoca, presieduto da Francesco Cossiga, faticò a dare un volto ai colpevoli della vicenda fino a quando, nel 1995, vennero condannati all'ergastolo due membri del nucleo neofascista dei NAR, Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Altre condanne per depistaggio furono emesse successivamente: a 20 anni dall'evento, durante il giorno della commemorazione di questo triste anniversario, l'allora presidente del consiglio Giuliano Amato ha accusato i depistatori con parole dure, sicuro che questi avessero ricevuto appoggi dallo stato e dal governo in carica nel periodo della strage. Accuse smentite dal senatore Giulio Andreotti, convinto della sincerità del governo nell'essersi applicato per la risoluzione di questa scottante questione. Nonostante gli sforzi, i reali organizzatori della strage non sono mai venuti alla luce.
Col passare del tempo, sono stati prodotti diversi film e documentari ispirati agli avvenimenti di quella devastazione, per non permettere che una simile disgrazia venisse dimenticata dalle generazioni successive all'evento. Allo stesso scopo viene organizzata ogni anno, a Bologna, dall' "Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980", una manifestazione commemorativa, strutturata secondo la forma di un concerto musicale in Piazza maggiore.
sabato 21 febbraio 2009
lunedì 16 febbraio 2009
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Un testamento biologico è un documento ufficiale, scritto e firmato
da un individuo in perfette condizioni psichiche, nel quale il soggetto in questione esprime la sua volontà relativamente alle cure alle quali desidera essere sottoposto in caso di impossibilità di accettare fisicamente determinate terapie.
La Costituzione Italiana, in base all’art.32, conferma la validità del documento come mezzo di espressione del paziente, indipendentemente dai contenuti del documento. Le posizioni riguardo al testamento, che vedono una divisione netta tra laici e cattolici, sono state oggetto di continue evoluzioni, connotate dai più svariati aspetti legati alla scienza e alla morale.
Il tema si inserisce all’interno di una più vasta discussione sulla bioetica, e trova le sue origini in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, al seguito della quale diversi organismi internazionali si sono occupati con interesse del diritto alla vita della persona, mediante la stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Dell’Uomo da parte delle Nazioni Unite.
In Italia, la questione sul testamento biologico è stata oggetto di continue evoluzioni, mediante Decreti di Legge e altri generi di interventi legislativi che potessero essere in grado di mettere in pratica gli atti conseguenti al testamento biologico: alcuni casi particolari (File PDF, 184KB), come il caso “Welby” e il recente caso “Englaro” sono esempi di come il tema del testamento biologico sia sempre stato trattato in un clima disturbato e di scontro morale, vista l’impossibilità di giudicare empiricamente alcun discorso legato all’etica.
Tra le azioni più importanti si ricorda il Decreto
del dottor Guido Stanzani, Giudice Tutelare del Tribunale di Modena, attraverso il quale vengono ridefiniti alcuni criteri riguardanti testamento biologico ed eutanasia in seguito ad un caso nel quale la legge è stata applicata e il documento, stilato precedentemente dal paziente, è stato considerato legalmente valido.
da un individuo in perfette condizioni psichiche, nel quale il soggetto in questione esprime la sua volontà relativamente alle cure alle quali desidera essere sottoposto in caso di impossibilità di accettare fisicamente determinate terapie.
La Costituzione Italiana, in base all’art.32, conferma la validità del documento come mezzo di espressione del paziente, indipendentemente dai contenuti del documento. Le posizioni riguardo al testamento, che vedono una divisione netta tra laici e cattolici, sono state oggetto di continue evoluzioni, connotate dai più svariati aspetti legati alla scienza e alla morale.
Il tema si inserisce all’interno di una più vasta discussione sulla bioetica, e trova le sue origini in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, al seguito della quale diversi organismi internazionali si sono occupati con interesse del diritto alla vita della persona, mediante la stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Dell’Uomo da parte delle Nazioni Unite.
In Italia, la questione sul testamento biologico è stata oggetto di continue evoluzioni, mediante Decreti di Legge e altri generi di interventi legislativi che potessero essere in grado di mettere in pratica gli atti conseguenti al testamento biologico: alcuni casi particolari (File PDF, 184KB), come il caso “Welby” e il recente caso “Englaro” sono esempi di come il tema del testamento biologico sia sempre stato trattato in un clima disturbato e di scontro morale, vista l’impossibilità di giudicare empiricamente alcun discorso legato all’etica.
Tra le azioni più importanti si ricorda il Decreto
del dottor Guido Stanzani, Giudice Tutelare del Tribunale di Modena, attraverso il quale vengono ridefiniti alcuni criteri riguardanti testamento biologico ed eutanasia in seguito ad un caso nel quale la legge è stata applicata e il documento, stilato precedentemente dal paziente, è stato considerato legalmente valido.
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